bagnetto_neonato

Poche regole

Per il primo bagnetto non c’è nessuna evidenza sull’attendere la caduta del moncone ombelicale. Bisogna soltanto evitare di tenere il bimbo per troppo tempo a mollo, proprio per non ritardare la mummificazione del moncone, asciugarlo bene e rispettare le normali norme igieniche!

Il primo bagnetto step dopo step

 

Step 1. Preparare tutto l’occorrente.

I preparativi sono fondamentali per un buon bagnetto. Tutto deve essere pronto prima di immergere il bebè, a cominciare dalla temperatura dell’ambiente, che deve essere intorno ai 22-23 gradi, senza correnti d’aria provenienti da porte o finestre aperte; la temperatura dell’acqua invece deve essere intorno ai 36-37°: per misurarla si può utilizzare il termometro dedicato oppure, se non è disponibile, basta il semplice gomito, che è una zona dove la pelle è particolarmente sottile e sensibile.
Preparare la Vaschetta in plastica con seduta anatomica, che consente di immergere il neonato fino all’altezza delle spalle, in modo che si senta completamente al calduccio e possa riprovare la piacevole sensazione che vissuto per nove mesi nel liquido amniotico un’altra invenzione che arriva dall’Olanda è il Tummy Tub, una vaschetta che con la sua forma che ricorda l’utero materno, il bimbo potrà mantenere una posizione fetale sentendosi così avvolto e protetto.

Step 2. E ora, in acqua!

Il bambino va sostenuto facendo passare il braccio sinistro della mamma intorno alla spalla e fermando la mano sotto l’ascella sinistra del neonato, con un presa sicura anche se molto delicata, che durerà per tutto il bagnetto. Con la mano destra invece lo si lava: non c’è bisogno di spugne o lavette, basta la sola mano pulita della mamma.
Per lavarlo, ideale nei primi tre mesi, è l’amido di riso, quando la pelle del neonato è più delicata. Utilizzare un detergente neutro. Si possono mettere anche dei giochini: animaletti di plastica morbida, prestando attenzione a eventuali formazioni di muffe all’interno. Anche i più restii al bagnetto si divertiranno.
Quanto tempo deve durare il bagnetto? Non c’è una durata predefinita: si può dire che il bagnetto può durare fino a quando il bebè mostra di gradirlo, facendo attenzione che l’acqua nella vaschetta non si raffreddi.

Step 3: Asciugare il bebè.

Finito il bagnetto, si prende in braccio il piccolo e lo si avvolge con un accappatoio (molto comodi quelli a ‘triangolo’, specifici per neonati e molto morbidi), tamponando delicatamente la pelle soprattutto nelle pieghe cutanee, come sotto il collo, sotto le ascelle o nelle pieghe delle gambine, che sono le zone dove la pelle, se umida, potrebbe irritarsi facilmente. Non serve applicare la crema idratante, così come non va usato il talco, che anzi può essere pericoloso se inalato dal bambino.
A questo punto il bebè è pronto per la poppata e per la nanna.

 

S.O.S. CROSTEA LATTEA

La crosta lattea si può manifestare nelle prime settimane di vita del neonato con squame giallognole sulla testa e tende a risolversi da sola entro i 4-5 mesi di vita. Per favorire la rimozione delle squame, sono utili prodotti oleosi.

Che cos’è la crosta lattea
La crosta lattea è una forma di dermatite seborroica che interessa, come dice lo stesso nome, la pelle del lattante.

Come si manifesta la crosta lattea
Con piccole croste o squame giallognole e untuose sulla testa del bambino, ma può estendersi anche a fronte, sopracciglia, zona dietro le orecchie, naso. Le squame sono ben aderenti alla cute.

Quando compare la crosta lattea
Si può manifestare nelle prime settimane di vita fino al quarto-quinto mese.

Perché viene la crosta lattea
La crosta lattea è dovuta ad un aumento di secrezione da parte delle ghiandole sebacee. Nella maggior parte dei casi è una condizione idiopatica, cioè non è legata ad alcuna causa specifica, ma talvolta può essere uno dei primi segnali della dermatite atopica. Non c’è invece alcuna correlazione tra la crosta lattea e l’allattamento materno, come dicono certe credenze popolari. La crosta lattea non è contagiosa.

I consigli utili quando il bimbo ha la crosta lattea
Ci sono però alcuni suggerimenti utili da seguire quando il neonato ha la crosta lattea:

  • lavare i capelli ogni 2-3 giorni con un detergente a base oleosa o arricchito da sostanze emollienti;
  • dopo il lavaggio, passare sulla cute un batuffolo di cotone imbevuto di olio di mandorla, di oliva o di calendula, per sciogliere il sebo e ammorbidire le squame;
  • rimuovere le squame già distaccate con un pettinino o una spazzola per bambini.
  • Non bisogna invece ‘grattare’ le crosticine con il pettinino o con le dita, perché la cute potrebbe irritarsi”.

 

Ostetrica Dott.ssa Sara Gagliano