Il rebozo è un versatile accessorio del guardaroba di ogni donna messicana che ne fa un compagno della sua quotidianità, per tutta la vita.

rebozo_tessutoAccompagna le donne indigene in moltissime attività quotidiane: piegato sulla testa per portare oggetti o fatto scendere come velo per proteggere dal sole, avvolto sulle spalle per riparare dal freddo e dal vento, annodato sul busto per trasportare carichi o portare i bambini o semplicemente drappeggiato per adornare un outfit.
È un rettangolo di stoffa lungo fino a 3 metri
. Quelli tradizionali sono tessuti a mano in cotone, lana, seta o rayon con fantasie caratteristiche e colori sgargianti, decorati da frange spesso intrecciate a mano in motivi particolari.

 E’ stato reso famoso dalla pittrice Frida Kahlo che lo indossa in tutti i suoi autoritratti e che raramente ne è stata vista senza.

Ma le ostetriche messicane, ormai da secoli, tramandano un’antica tradizione alle loro apprendiste e ne hanno fatto molto di più! Scopriamo cosa ci fa un rebozo nella borsa di un’ostetrica.

Durante la gravidanza

  • Sostiene: con le giuste legature intorno alla vita o alle spalle può essere usato per sostenere il pancione nelle ultime settimane e sollevare per qualche ora la schiena dal suo carico.rebozo_gravidanza
  • Massaggia: manovrandolo con determinate tecniche produce movimenti ritmici che servono per aiutare a sciogliere i muscoli ed alleviare il dolore. Effettuato in modo lento ed ondeggiante, il massaggio rebozo riesce a distendere le fibre muscolari e ad alleviare i dolori che interessano la zona lombare, pubica o il muscolo psoas. Questi movimenti riequilibrano e rilassano la pelvi, l’utero e i legamenti e permettono la creazione di maggior spazio assicurando percentuali maggiori di corretto posizionamento del feto.
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  • Modifica la posizione del feto: una professionista esperta in questa tecnica, potrà tentare con il rebozo di far invertire l’orientamento di un feto podalico (che vuole nascere di piedi) attraverso un particolare massaggio “ondeggiante”.

Durante il travaglio e il parto

Questo massaggio oscillante può essere praticato in diverse altre posizioni a seconda dell’effetto voluto.

  • Ottimale posizionamento fetale: il rebozo può essere utilizzato in travaglio per raddrizzare la posizione di feti asinclitici (la testina e il corpo non sono in asse fra loro) o bimbi che hanno un orientamento della testa poco favorevole al passaggio nel canale del parto (occipito-posteriore), due condizioni che rallentano e rendono più faticoso il travaglio. L’ostetrica può porre rimedio all’asinclitismo attraverso la combinazione di posizioni materne e movimenti o legature del rebozo. Per trattare un feto in occipito-posteriore, la donna è sdraiata e il rebozo la solleva da terra cullandola. Le oscillazioni del bacino prodotte dalla fascia manovrata in modo adeguato, dovrebbero favorire la rotazione della testa fetale, trasformando la posizione in occipito-anteriore, i cui diametri si adattano meglio a quelli del bacino materno.

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  • Accelerazione del travaglio: se la donna invece è in piedi e il rebozo la culla sostenendola dietro la schiena, questo tipo di massaggio favorirà la discesa della testa nel canale del parto e l’inizio del travaglio. Inoltre le oscillazioni del corpo materno si rifletteranno sulla testina che, andrà ad agire direttamente sulla cervice favorendo la dilatazione e la progressione del travaglio.rebozo_travaglio2
  • Comfort: durante il parto il rebozo è ottimo per tenere sotto controllo il dolore. Annodarlo e muoverlo con le giuste tecniche significa permettere il rilassamento del pavimento pelvico e (associandolo ad alcune posizioni del corpo) aumentare le dimensioni dei diametri del bacino. Non dimentichiamo poi la sua primaria funzione: avvolge, scalda e da protezione.

Dopo il parto e per il neonato

Le indigene messicane, dopo il parto, celebrano il termine della gravidanza con una cerimonia “di chiusura” che prevede un bagno di erbe, un massaggio full body ed un massaggio rebozo. La tradizione vuole che questo processo “chiuda” il corpo della donna che ha partorito ed il massaggio rebozo aiuta gli organi addominali e pelvici a tornare nella loro posizione pregravidica per chiudere un ciclo vitale e spirituale e per dedicarsi un momento di amore per il proprio corpo e per la mente.

Il massaggio rebozo può essere praticato anche al neonato che, cullato e raccolto nella stoffa in vari modi e con diverse tecniche di ondeggiamento (più ondulanti a fasce alterne o più cullanti a fasce congiunte) potrà rivivere una sensazione simile a quella provata all’interno del grembo materno.

Infine il rebozo può essere utilizzato per praticare il babywearing, per tenere il piccolo a contatto con la mamma (o il papà). Aanche in questo caso le possibilità di indosso, grazie alle varie tecniche di legatura, sono molte, e sarà reso ancora più magico se il rebozo usato sarà lo stesso che ha accompagnato la donna nella gravidanza e nel parto.

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Ostetrica  Dott.ssa Viola Saltalamacchia