A piedi nudi, si cresce meglio!!

Piedini BimboI piedi dei bambini che tenerezza!! Ma che contraddizione!!

Ancora dentro di noi, li stuzzichiamo per avere in risposta quei piccoli calcetti. Poi li accarezziamo, li baciamo, mordicchiamo, siamo sempre li, a toccarli per sentire se stanno bene o se hanno freddo. Li fotografiamo e spesso sono l’unica preziosa parte dei nostri bimbi che mostriamo sui social. Staremmo ore a guardarli nonostante la stanchezza, la voglia di dormire e mille cose da riordinare.

 

E poi?

 

Ben prima che siano capaci di svolgere la loro funzione di movimento, li rinchiudiamo in deliziose, ma spesso dannose scarpine. Le scarpe, infatti, non gli permettono di percepire ed esplorare il mondo intorno a loro. Non gli consentono di ricevere quegli stimoli (caldo, freddo, confini della culla…) che fanno crescere il sistema cognitivo del loro piccolo proprietario e gli fanno capire dove si trovi, senza bisogno di guardarsi intorno, soprattutto quando la sua vista non è ancora completamente sviluppata.

Spesso, le scarpe, sono li ad attenderli prima ancora che nascano. Sono uno dei primi oggetti acquistati e regalati e campeggiano in gran parte delle foto con cui si annuncia una gravidanza.

 

Perchè per i bimbi è salutare stare a piedi nudi?
 
 

Di motivi per lasciare che i bebè esplorino il mondo attraverso i piedi nudi, ce ne sono diversi e molto validi.

 

Comfort

Parlo soprattutto dei neonati o dei bimbi nei loro primi mesi di vita. Non sono abituati ad avere i piedi chiusi in contenitori così rigidi e relativamente pesanti. Tenete conto che un paio di scarpine pesano nemmeno 100 grammi. Per noi possono essere leggerissime ma, in proporzione, per un bimbo di 8-9 kg, sono un peso non ininfluente. La sensazione è un pò come quella che abbiamo la prima volta che indossiamo nuovamente le scarpe chiuse alla fine dell’estate. Scomodità, fastidio, mancanza di libertà.

 

Miglior equilibrio

Soprattutto quando inizieranno a stare in piedi. Già da seduti, tuttavia, le dita sono libere di aprirsi e chiudersi, mantenendo così attivi i piccolissimi muscoli che ne permettono il movimento e sviluppando la capacità di stare in equilibrio.

 

Conoscenza attraverso il tatto

Da quando erano nell’utero, per i bambini, il modo migliore per conoscere l’ambiente intorno a sè e tracciarne i limiti. Testare quello che li circonda con mani e piedi. Allungando le gambe e toccando i confini della culla, della carrozzina, si sentono circondati, contenuti e protetti. Con le scarpe però le percezioni tattili sono quasi annullate e questo può infastidirli. Anche più in là nella crescita, i piedini sono un importante mezzo di relazione con l’ambiente esterno.

 

Corretto sviluppo dell’arco plantare

Se libero, il piedino si sviluppa correttamente, diminuendo il rischio di piede piatto.

 

Minor rischio di micosi

Un piede che respira ed è esposto all’aria, suderà meno, riducendo le possibilità che si crei un habitat favorevole ai funghi.

 

Muscolatura più forte

Chiuso nelle scarpe il piede ha meno possibilità di muoversi appieno e di sviluppare tutti i suoi muscoli, non sembra fondamentale, ma bisogna tener conto che un piede non in salute è spesso alla base di tanti altri problemi muscolari e soprattutto scheletrici che insorgono in altre parti del corpo.

 

Bambini più svegli

La stimolazione sensoriale di un bambino che cammina scalzo è legata anche allo sviluppo delle sue abilità cognitive. Uno studio dell’Università di Madrid ha evidenziato come questa abitudine sia spesso indice di intelligenza, soprattutto nei bambini che ancora non camminano.

 

Una propriocezione più sviluppata

La propriocezione è la capacità di elaborare informazioni riguardo alla posizione del proprio corpo nello spazio senza il supporto della vista. Il piede è l’organo propriocettivo per eccellenza. La zona che interessa le sensazioni provenienti dai piedi, nella parte sensitiva del cervello, è più estesa di quella della mano stessa. Questo significa che per imparare a fare il suo mestiere, ovvero sorreggerci, il piede deve interagire con l’ambiente attraverso l’esperienza e la ricezione di stimoli sensoriali. I piedi sono la prima parte del corpo con cui i bambini appena nati provano a indovinare il mondo. Amano indirizzarli verso la mamma e il papà, per farseli toccare e per vivere le loro prime esperienze di contatto. Quando sono un po’ più grandi si tolgono le scarpe perché stare scalzi risulta per loro più naturale. Il piede nudo, da una parte, regala ai bambini un senso di libertà dalla costrizione di una calzatura, mentre dall’altra garantisce quel contatto con l’ambiente che li circonda che ne facilita l’esplorazione e la conoscenza.

 

A piedi nudi sulla sabbia

L’ideale sarebbe far camminare (quando possibile) i bambini su terreni propriocettivi come la sabbia, l’erba, la terra. Sono superfici particolarmente importanti per lo sviluppo cognitivo e muscolare perchè avendo una consistenza disomogenea, cedevole, diversa a quella lineare a cui si è abituati, mettono in difficoltà la stabilità e l’equilibrio. Questo servirà come momento di sviluppo corretto del piede, poiché potenzia i muscoli della gamba a cui questo è collegato tramite i tendini.

 

Quando le prime scarpe?

 

Quando il bebè accenna ad alzarsi in piedi e a camminare anche all’esterno, ad esempio, al parco giochi, potrebbe servirvi un primo paio di scarpe per evitare che possa calpestare qualcosa che potrebbe fargli male: solitamente un buon momento per acquistare le prime scarpe è a partire dai 9 mesi.

 

Dott.ssa in Ostetricia Viola Saltalamacchia

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