Canto Carnatico e mamme in dolce attesa

Chissà come sarà lui o lei o loro! canto carnaticoIn realtà non è necessario attendere 9 mesi per entrare in contatto con il bimbo che cresce dentro di te, per trasmettergli il tuo amore e per stringere un legame con lui!

Basta, infatti, la tua voce, il tuo respiro e le tue carezze.

Tra la 17° e la 25° settimana inizia e si completa lo sviluppo dell’udito del feto. Dapprima percepirà il battito del tuo cuore e i borbottii interni del tuo corpo. Comincerà, poi, ad avvertire anche i suoni più forti provenienti dall’esterno. Il 5° mese, infine, il piccolo potrà avvertire chiaramente tutto ciò che avviene all’esterno.

La voce della mamma giunge al feto in modo più intenso di quello che può avvertire chiunque altro sia di fronte a lei. Lui può percepire le vibrazioni che, dalle corde vocali, si trasmettono come onde all’interno del corpo della donna, lungo la trachea, facendo vibrare il torace ed il diaframma.

Il piccolo, nella pancia, riesce ad avvertire non solo i suoni, ma il ritmo e la carica emotiva che quel suono porta con sè. Il feto, poi, sembra gradire ancor di più la voce della mamma, quando si esprime attraverso il canto.

Non ci sono regole, puoi parlare e cantare al tuo bimbo come e quando vuoi. Sappi, però, che esiste un tipo di canto molto antico: il canto carnatico.  Il Canto carnatico riuscirà a connetterti ancora più profondamente con il bimbo. Riuscirà ad armonizzare il tuo respiro, a farti ‘sentire’ il tuo corpo. Il canto carnatico riuscirà poi favorirne l’apertura in travaglio. Proprio durante il travaglio, infine, avrà un effetto liberatorio, ti aiuterà a concentrarti e a ‘buttar fuori’ il dolore.

Cos’è il Canto Carnatico? 

Il Canto Carnatico è anche chiamato Canto delle Vocali. Questo tipo di canto nasce nel sud dell’India intorno al 2000 a.C. come tecnica di meditazione. Negli anni ’70 viene adottato impiegato come aiuto per le mamme in dolce attesa. L’ostetrico francesce Leboyer, il padre della Nascita Dolce, inizia ad utilizzare il canto carnatico come strumento di autosostegno utile durante il travaglio e il parto. Questo canto, infatti, è in grado di far prendere coscienza di sè stesse. Sfruttando il rilassamento di gola e faringe favorisce anche il rilassamento di utero e vagina, strettamente collegati, e renderle così capaci di dominare i dolori delle doglie e del parto.

Meriti cardine del canto carnatico sono infatti la presa di consapevolezza della respirazione addominale profonda, il rilassamento e la dilatazione del collo dell’utero e della vagina. 

Il canto carnatico è l’emissione di vocali e suoni modulate sul respiro; si basa sulla respirazione addominale, quindi abbassare il diaframma e spingere fuori l’addome quando si inspira ed emettere suoni e vocali quando si espira.

Non ti rimane che ascoltare e provare!!

Trova un angolo tranquillo della tua casa. E’ un momento tutto tuo, un momento di tranquillità. Mettiti seduta per terra, Clicca qui e ascolta.

Ti è piaciuto? Alscoltare il canto carnatico ti ha rilassato?

Prova anche tu! 

 Inizia con un momento di silenzio. Il silenzio è sempre all’inizio di ogni suono e ovviamente alla sua fine.

Non ci sono regole precise. Chiudi gli occhi, svuota la mente, rilassati e fati trasportare da una certa istintualità. Fai uscire la voce durante l’espirazione pronunciando ad esempio le vocali, una dietro l’altra, una per ogni espirazione. In alternativa puoi vocalizzare utilizzando la lettera “m”. In questo caso per il feto sarà ancora più rilassante, la lettera “m” produce un suono molto basso e vibrazioni più potenti.

Ogni vocalizzo deve essere prolungato e durare tutto il tempo di un’espirazione. Poi torna il silenzio mentre inspiri e infine vocalizzi di nuovo, con una nuova vocale, quando butti fuori l’aria.

Ascolta il tuo corpo, senti l’aria che esce dal tuo addome e le vibrazioni all’interno del torace. Dovresti essere così rilassata da raggiungere una sorta di stato di trance.

Dopo aver terminato il canto è consigliabile ritornare lentamente alle normali attività per non interrompere bruscamente lo stato di rilassamento profondo.

Quando è utile il Canto Carnatico?

In gravidanza, per entrare in contatto con il feto, per cullarlo, per abituarlo alla tua voce in modo che la riconoscerà una volta fuori dalla pancia, per rilassarti e dedicare qualche istante a voi.
Durante il travaglio per concentrarti, per cavalcare le onde delle contrazioni, per favorire l’apertura del tuo corpo, per sfogarti e respirare fuori il dolore.
Durante il parto per accompagnare le spinte espulsive e “soffiare fuori” il tuo bimbo.
Dopo il parto, la voce cantata della mamma aiuta il piccolo a tranquillizzarsi riconoscendo i suoni che avvertiva nella pancia. E’ noto inoltre che suoni monotoni e profondi come una lunga “mmmm” rilassino i bambini e li aiutino a prender sonno.
• Utile in qualunque momento della vita il canto carnatico regala serenità e allontana le tensioni, aiuta l’individuo a rilassarsi entrando in pace e in sintonia con sè stesso.

Come per qualsiasi altra tecnica di rilassamento, soltanto se eseguita con costanza e consapevolezza e se sarà appresa nel modo corretto, al momento opportuno mostrerà i suoi frutti.

La donna che durante la gravidanza ha frequentato un corso di canto carnatico, che ha sviluppato una propria autonomia nel canto e nella vocalizzazione e che ha appreso la tecnica corretta di espirazione e inspirazione con la giusta postura e che si è esercitata tutti i giorni, al momento del travaglio sarà in grado di gestirsi e di mettere in atto ciò che ha appreso, lasciandosi attraversare dal dolore e scaricando le tensioni, risparmiando le energie per il momento espulsivo.

 

Ostetrica Dott.ssa Viola Saltalamacchia

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