Durante tutta la gravidanza i piccoli piano piano sviluppano molti modi per comunicare con il mondo esterno, soprattutto ovviamente con i genitori. Nella pancia loro ascoltano e riconoscono parole, frasi, voci, suoni e musiche, si muovono e rispondono con il movimento agli stimoli, assaporano attraverso il liquido amniotico e sembra riescano anche a sentire l’odore della madre!

Poi fanno altre cose che servono per adattarsi alla futura vita extrauterina. Una tra queste cose, verso la sedicesima settimana e più di frequente gli ultimi mesi di gravidanza, è il cosiddetto “singhiozzo”, chiamato impropriamente in tal modo perché sembra averne tutte le caratteristiche in quanto si percepisce come un movimento sussultorio cadenzato, di una certa durata.

In realtà questo non è altro che l’utilizzo dei muscoli della gabbia toracica del piccolo che si “allenano” per quando dovranno riempire i polmoni d’aria, cioè per la respirazione! Non solo, questi movimenti intermittenti servono anche a volte, per impedire al liquido amniotico di entrare nei polmoni, che ovviamente in utero sono chiusi. Ciò significa che saranno anche in grado istintivamente di espellere il latte che potrebbe andargli di traverso durante le poppate. La natura è perfetta e ha pensato a tutti i meccanismi di difesa che un bimbo deve avere per affrontare le piccole avversità della vita dentro e fuori dell’utero materno.
Perciò in sostanza, quando mettendo la mano sulla pancia, specie nei momenti di quiete e riposo della mamma, si sentono questi “singhiozzi” non ci si deve spaventare anzi è il vostro bimbo che vi comunica che sta bene e che sta preparando tutte le sue risorse per venire al mondo!