I falsi miti sulla conservazione

Fake news

Abbiamo raccolto sul web, nei giornali e nella comunità scientifica fake news sul mondo delle staminali. Vogliamo chiarire a cosa servono, perché sono utili, perchè stanno trasformando il futuro della medicina rigenerativa

No. Le staminali già oggi, dopo pochi anni di ricerca, sono la terapia più consigliata per  più di 84 malattie gravi  come: Tumori del sangue, malattie del sistema immunitario, malattie del metabolismo, tumori solidi, sindrome di down e molte altre. Questa rappresenta già una valida ragione per conservare. Inoltre ogni giorno la ricerca compie passi in avanti ed estende questo elenco.

Leggi l’elenco delle malattie indicate dal Ministero della Salute

Il sistema sanitario riconosce alle staminali cordonali un grandissimo valore. Infatti tutte le famiglie a cui è diagnosticata una delle 80 malattie individuate dal ministero hanno la possibilità di conservare gratuitamente in una banca pubblica ed inoltre lo stato promuove la donazione alla comunità del proprio patrimonio genetico e riconosce la possibilità di conservarlo privatamente in banche estere. L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa a non consentire ancora la costituzione di banche private sul territorio nazionale.

Entrambe le opzioni costituiscono un’enorme opportunità. La donazione è gratuita e rappresenta un regalo enorme alla comunità. La conservazione privata o autologa invece garantisce alla propria famiglia il diritto all’uso esclusivo del proprio patrimonio genetico. Per questo è chiamata impropriamente un’assicurazione sulla vita.

Il servizio sanitario nazionale fissa a 1 miliardo e 6 centomila la quantità minima di cellule affinché venga accettata la donazione. I trapianti sono eseguiti seguendo un rapporto tra kg del paziente e numero di cellule necessarie. Un numero così alto consente di effettuare un trapianto ad un uomo adulto, per un bambino una quantità inferiore è più che sufficiente
Ogni malattia poi  prevede una cura che ha un’indicazione terapeutica e una necessità diversa in termini di numerosità di cellule.

Purtroppo per alcune banche può essere vero, come in tutti i settori, non tutti i players operano con serietà e trasparenza. Futura è in possesso delle più importanti certificazioni mondiali e collabora con i partner più importanti nel mercato italiano ed europeo, ne è un esempio il brevetto sviluppato con l’Università La Sapienza di Roma (Mesengen), e i partner scelti: Traser, l’unico vettore specializzato nel trasporto di sangue e organi a basse temperature e Stemlab SA, la più grande banca europea e l’unica in europa ad aver ottenuto l’approvazione dell’FDA alla conservazione di cellelule da tessuto.
Ogni campione conservato con Futura è corredato da certificazione e conservato solo se le cellule hanno i valori necessari per essere utilizzate in futuri trapianti

Nel caso di alcune banche fortunatamente può esser vero. Crioconservazioni che non rispettano le norme previste possono danneggiare qualità e numerosità delle cellule. Per questo Futura si avvale delle più importanti collaborazioni a livello internazionale. La banca di Futura è autorizzata dal ministero della salute portoghese e unica in europa autorizzata dall’FDA per la conservazione di cellule da tessuto, quindi può effettuare trapianti in Italia, all’estero e in America.

Le cellule staminali sono un’importantissima  opzione terapeutica, non sono la panacea a tutti i mali.
Futura stem cells fa un’approfondita analisi medica dei genitori e del campione raccolto, per essere certi della qualità del materiale biologico crioconservato. Le cellule staminali inoltre possono essere utilizzate anche in caso di malattie genetiche per terapie geniche.

Non è assolutamente vero. Per molte malattie il trapianto da conservazione privata o autologo è una primissima scelta. Infatti il sistema sanitario ricoonosce a tutte le famiglie a cui è diagnosticata una delle 80 malattie individuate dal ministero la possibilità di conservare il loro patrimonio genetico, gratuitamente, in una banca pubblica
Per altre patologie invece  l’indicazione terapeutica migliore sarebbe trovare un donatore estraneo compatibile, il rapporto è generalmente di una compatibilità ogni 100.000 donazioni, ma anche in questi casi il trapianto autologo resta una validissima alternativa.

Il donatore ha una compatibilità del 100% con il patrimonio genetico conservato, questo diminuisce drasticamente il rischio di rigetto o rifiuto. La percentuale di compatibilità con un fratello è invece del 25%, 1 su 4 contro la possibilità di trovare un campione compatibile tra le staminali conservate da un estraneo che è 1 su 100.000.

Non c’è alcun divieto nella conservazione del tessuto cordonale, tuttavia al momento la normativa italiana non ne permette il rientro, mentre è consentito un suo utilizzo all’estero.
Ad oggi le cellule staminali del tessuto (mesenchimali) possono quindi essere utilizzate in studi clinici legati a malattie ossee o del sistema immunitario. Inoltre per garantire un miglior successo dell’operazione e diminuire i casi di rigetto possono essere trapiantate in trial scientifici con le cellule del sangue.
È importante sottolineare che la crioconservazione dell’intero tessuto cordonale rischia di procurare un deperimento del materiale biologico, per un utilizzo efficace di queste cellule è infatti indispensabile procedere all’estrazione delle staminali del tessuto prima del loro congelamento. 
Procedura garantita dalla banca di Futura.

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