2014_06_20_ministero

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2014 si stabilisce che ulteriori tre patologie dovranno essere aggiunte a quelle indicate per la conservazione autologa-dedicata delle cellule staminali ematopoietiche del cordone ombelicale riportate nell’allegato del decreto ministeriale del 18 novembre 2009.

La normativa nel nostro Paese consente la conservazione delle cellule staminali da sangue cordonale per uso autologo-dedicato al neonato o ad un consanguineo, presso le banche pubbliche, solo in alcuni casi: quando il nascituro o un suo consanguineo presenta una patologia per la quale il trapianto di cellule staminali emopoietiche è clinicamente valido oppure quando nella famiglia c’è il rischio di una malattia geneticamente trasmissibile a futuri figli per la quale il trapianto è una pratica scientificamente appropriata.

Alle patologie riportate nell’allegato del decreto ministeriale del 18 novembre 2009 si dovranno aggiungere: sindrome  di  Down,  neurofibromatosi  di  tipo  I,  e immunodeficienze  acquisite, le quali, costituendo condizioni morbose predisponenti lo sviluppo di tumori, possono avvalersi del trapianto di cellule staminali emopoietiche del  sangue  del  cordone ombelicale. In G.U. del 16 giugno 2014  si legge: “…in  relazione al progresso tecnico-scientifico, viene periodicamente aggiornato  l’elenco  delle indicazioni  cliniche  di  cui  all’allegato1, sulla base delle indicazioni fornite dal Centro nazionale trapianti di concerto con il Centro nazionale sangue, sentite le societa’ scientifiche di settore e gruppi tecnici nazionali ed internazionali»”.

Da qui l’esigenza scientifica di inserire la sindorme di down, la neurofibromatosi  di  tipo  I  e le immunodeficienze  acquisite in quanto, come scritto nel decreto ministeriale: “[…] il  Centro  Nazionale  Sangue (CNS) e il  Centro Nazionale Trapianti (CNT) hanno rappresentato l’esigenza di proporre aggiornamenti e integrazioni  a  quest’ultimo decreto  ministeriale, sulla base della revisione  della  letteratura scientifica e delle attivita’ svolte nel corso di tre anni dal  citato gruppo tecnico multidisciplinare coordinato dal CNT”.

Questo aggiornamento delle normative ci sottolinea l’importanza delle cellule staminali ematopoietiche nella cura di numerose patologie e ci fa ben sperare nell’utilizzo delle cellule staminali ematopoietiche cordonali in un numero sempre crescente di malattie.