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Un recente articolo pubblicato il 20 luglio 2014 sulla rivista Current Neurobiology and Neuroscience Reports, scritto dal gruppo del Prof. Gianvito Martino, ci presenta un importante excursus sul trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche in pazienti affetti da Sclerosi Multipla a partire dal primo studio del 1997 ad oggi, per un totale di 23 studi pubblicati.

La Sclerosi Multipla è una patologia infiammatoria del sistema nervoso centrale che rappresenta una delle principali cause di disabilità neurologica in giovani adulti. I trattamenti attuali per la Sclerosi Multipla hanno mostrato efficacia limitata in pazienti con un progressivo e aggressivo corso della malattia.

Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche, sostengono gli autori, è stato proposto per controllare e curare i casi refrattari a tutte le cure farmacologiche. Gli autori, infatti, sostengono che il trapianto di cellule staminali ematopoietiche sia in grado di eradicare temporaneamente le cellule autoreattive e azzerare la risposta immunitaria aberrante che genera l’infiammazione del sistema nervoso centrale. Nell’ultima decade, grazie alla crescente esperienza nel selezionare i pazienti più adatti al trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche e ai recenti progressi nei protocolli di cura utilizzati (come ad esempio nuovi o più indicati  farmaci chemioterapici),  la mortalità correlata al trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche nei pazienti con Sclerosi Multipla è sceso a 1,3% (cioè 1 persona su 100 trattate) e il tasso di sopravvivenza dei pazienti aumentato dal 47% al 100%.

I risultati suggeriscono che un trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche in pazienti affetti da Sclerosi Multipla può ridurre l’infiammazione, il numero delle ricadute e rallentare la progressione della disabilità. Tutti insieme questi risultati, affermano gli autori, sono una possibile terapia scelta per tutti quei pazienti resistenti.

Fonte: Springer link