Riparazione del miocardio con le cellule staminali del sangue cordonale

2013_02_07_miocardioL’industrializzazione, l’evoluzione dei trasporti e il benessere sociale sono fattori che negli ultimi secoli hanno rivoluzionato le abitudini psico-fisico dell’uomo occidentale, convogliato dalle innovazioni ad assumere una vita meno dinamica e più statica.
E’ possibile notare che l’eziopatogenesi delle più importanti patologie, in particolare quelle cardiovascolari, è data dall’insieme dei cambiamenti che l’essere umano ha adattato al suo stile di vita.

Le patologie cardiovascolari sono le principali cause di mortalità nel mondo. 

Ogni anno, nel nostro paese, circa 130.000 individui sono colpiti da patologie cardiache e che di questi circa 45.000 siano eventi fatali (12% di tutte le morti avvenute nel mostro paese).

La sindrome più diffusa è l’IMA (infarto del miocardio acuto). Lo sviluppo di questa sindrome è dovuto dall’occlusione, parziale o completa, di una arteria coronarica a causa dalla presenza di un trombo occludente, formatosi da una placca ateromatosa, il quale non consente il passaggio ematico (riduzione perfusione coronarica) causando necrosi del tessuto miocardico.

Un recente studio condotto dal Prof. Ascione, docente e ricercatore dell’Università di Bristol, ha voluto evidenziare il potenziale espresso dalle cellule staminali del cordone ombelicale sul cuore di pazienti colpiti da IMA.

Data la scarsa disponibilità di sangue cordonale, il Prof. Ascione ha ritenuto utile porre come rimedio la moltiplicazione cellulare in vitro, ottenendo come risultato finale, dalla specializzazione delle staminali cordonali, la produzione di cardiomiociti (cellule del miocardio) con una quantità sette volte superiore rispetto quella iniziale, realizzando così una nuovo metodo di moltiplicazione cellulare (1).

Questi risultati potrebbero rivelarsi utili per la medicina rigenerativa attraverso la quale si potranno realizzare nuove terapie per rinforzare la muscolatura cardiaca lesa dall’evento negativo.

Recentemente il prof. Ascione presso il Bristol Heart Istitute ha reclutato 30 pazienti sottoposti a bypass coronarico per infondere, nel cuore danneggiato, cellule staminali emopoietiche prelevate dal midollo osseo.

Queste cellule, simili alle staminali emopoietiche del cordone ombelicale, sono in grado di svolgere la stessa attività riparatoria delle cordonali, ma con una nota sfavorevole legata ai fattori d’invecchiamento. Infatti le staminali cordonali, pur essendo biologicamente identiche alle midollari, data la loro “giovinezza” hanno una funzionalità maggiore nella riparazione muscolare.

I risultati della recente applicazione non sono ancora stati pubblicati poiché bisognerà attendere il processo fisiologico che le cellule staminali infuse andranno a sviluppare.

In questi anni lUniversità di Bristol non è stata l’unica a centrare una ricerca sull’applicazione terapeutica delle cellule staminali mirata alla riparazione del miocardio post infarto.

 I primi furono i Dottori Robert J. Henning, H. AbuAli , J.U. Balis , M.B. Morgan, A.E. Willing e P.R. Sanberg del Department of Medicine, presso la University of South Florida, College of Medicine, a Tampa (U.S.A.) (2).

Lo studio è stato supportato dall’American Heart Association, la Veterans Administration, la Florida Biomedical Research Grant, Saneron CCEL Therapeutics, Inc., e pubblicato nel 2004 sulla rivista scientifica Cell Transplantation. In esso venivano trapiantate cellule progenitrici, derivate da staminali del cordone ombelicale insieme ad un veicolo, costituito da una soluzione di Isolyte, nel margine dell’ area infartuata, un ora dopo la legatura dell’ arteria coronarica discendente sinistra in un modello murino, senza immunosoppressione. Attraverso questo studio i ricercatori conquistarono ottimi risultati che divennero la base per la creazione di nuove ricerche.

Svariati team di ricercatori in questi anni, come quello del Professor C. H. Hu nella Division of Cardiology, presso The First Affiliated Hospital of Sun Yat-Sen University, a Guangzhou (China) hanno confermato le potenzialità che queste cellule hanno nel rafforzare la struttura del miocardio.

Osservando gli ottimi risultati che ha ricavato la comunità scientifica, ci auguriamo che i pazienti del Bristol Heart Istitute attraverso le infusioni delle staminali possano riscontrare benefici per il loro cuore e confermare l’affidabilità della medicina rigenerativa utili per continuare nella progettazione e nella realizzazione di una “terapia staminale” contro i danni causati dall’infarto.

Fonte 1

Fonte 2

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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