Paralisi cerebrale negli Stati Uniti ridotti i sintomi grazie alle staminali

2012_06_21_paralisi_cerebrale21/06/2012 – Nel Giugno 2012 la Dottoressa Joanne Kurtzberg sta sta terminando con successo la fase II di un trial clinico per la terapia della paralisi cerebrale, controllato dalla Food and Drug Administraction. Bambini tra 1 e 6 anni colpiti dalla grave malattia ricevono un trapianto di queste cellule, con un promettente miglioramento dei sintomi, concernenti la rigidità degli arti superiori o inferiori e altri deficit di vario tipo. Presentano tutti la forma spastica.

Nel frattempo altre due sperimentazioni sull’uomo stanno procedendo positivamente presso l’UTHealth nello Stato della Georgia (USA) ed in Corea del Sud.
I ricercatori della Duke University hanno messo a punto una terapia, che va ad incidere per la prima volta sugli elementi basilari della paralisi cerebrale, finora del tutto incurabile.

Le staminali cordonali, somministrate in un vaso sanguigno, possono farsi strada fino al cervello e contribuiscono a riparare alcuni dei danni da esso subiti. Le speranze maggiori risiedono nell’ utilizzo di quelle autologhe derivate presenti nel cordone ombelicale, ottenute dal malato stesso.
Erano state conservate dai genitori al termine della gravidanza, presso banche del cordone ombelicale, in una quantità di almeno un miliardo per chilogrammo di peso corporeo.

Negli scorsi anni gli scienziati della North Carolina avevano già ottenuto la forte attenuazione dell’ impatto d’ ipossia e ictus su modelli animali. Gli esiti, molto soddisfacenti, sono stati evidenziati, sia da un punto di vista clinico che radiologico.

Numerosi successi, ma al di fuori di trial clinici, si erano registrati sugli esseri umani con errori congeniti, che avevano causato patologie del sistema nervoso. In questa nuova sperimentazione clinica i piccoli pazienti ricevono una singola infusione di staminali autologhe del cordone ombelicale per via endovenosa in un braccio, una mano oppure un piede. Già durante la fase I, in cui viene confermata la totale sicurezza del terapia, i bambini evidenziano forti progressi nei movimenti, nella capacità di linguaggio e mobilità.
I ricercatori americani sono convinti che possano essere legati alla loro intensa azione contro l’ infiammazione e a quella rigenerativa o protettiva nei confronti dei tessuti endoteliali e neurali. Bambini tra 1 e 6 anni colpiti dalla grave malattia ricevono un trapianto di queste cellule, con un promettente miglioramento dei sintomi, concernenti la rigidità degli arti superiori o inferiori e altri deficit di vario tipoCon segnali specifici, inducendo le cellule sane a riparare i tessuti lesi ed a dare origine a nuovi elementi del sistema nervoso centrale.

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Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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