Palermo: nuova cura per la Sclerosi Multipla

2013_02_22_palermo_sclerosiAlla base di notevoli evidenze scientifiche lo stato italiano, in particolare l’istituto superiore di sanità, negli ultimi mesi ha autorizzato l’avvio alla prima fase di sperimentazione del trapianto di cellule staminali in pazienti affetti da SLA.

In quest’arco di tempo il trial è stato intrapreso in diverse centri ospedalieri dislocati su tutto il territorio nazionale i quali hanno reclutato, attraverso determinati requisiti, circa una decina di casi sottoponendoli successivamente al trapianto di cellule staminali. In particolare negli ultimi giorni, presso l’Azienda Ospedaliera Villa Sofia di Palermo, un giovane paziente di 24 anni affetto da Sclerosi Multipla si è sottoposto ad autotrapianto di cellule staminali emopoietiche prelevate dal suo midollo osseo. (fonte : Mediterranews).

E’ lecito ricordare che le cellule staminali emopoietiche sono un tipo di cellule staminali ottenibili da diverse fonti come il midollo osseo, sangue periferico e il sangue del cordone ombelicale.

Nonostante la comunità scientifica italiana continua a sostenere l’inutilità dell’autotrapianto di cellule staminali emopoietiche prelevate dal sangue cordonale, la stessa intraprende la sperimentazione sul giovane ventiquattrenne avvalendosi del tanto contestato autotrapianto.

La sola differenza che distingue un autotrapianto di cellule staminali emopoietiche midollari a un autotrapianto di cellule staminali emopoietiche del sangue cordonali è la fonte di prelievo delle cellule.

Ciò non è un fattore da sottovalutare dato che nel primo caso il paziente viene sottoposto ad un processo invasivo che comporta ad affrontare un’anestesia pre-operatoria ed una riabilitazione post-operatoria, mentre attraverso un semplice prelievo di sangue del funicolo ombelicale (processo che non comporta pericoli sia alla partoriente che al neonato) si riesce a ottenere, grazie all’immaturità di queste cellule, una qualità di cellule staminali emopoietiche migliori rispetto alle midollari biologicamente più evolute.

Quindi i ricercatori hanno sottoposto il ventiquattrenne ad una procedura del tutto inutile illudendo le sue aspettative di vita, o hanno eseguito il trapianto autologo perché confidano nelle potenzialità di tale processo?

Prof. Cottone: I primi dati di follow-up confermano che questo tipo di approccio terapeutico e’ in grado di sopprimere, anche per diversi anni, ogni segno di attività infiammatoria nei pazienti con sclerosi multipla e una stabilizzazione del decorso della malattia”.

Così come ha fatto recentemente con la ricerca, ci auguriamo che lo stato italiano, in un futuro non molto lontano, possa revisionare quel D.M. del 2009 che non concede ai genitori di poter effettuare la conservazione delle cellule staminali cordonali per uso autologo.

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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