2012_09_13_diabeteIl Dr. J. Michael Haller del dipartimento di pediatrica della Florida di Gainesville porta avanti dal 2005 l’uso di staminali cordonali per la cura del diabete di tipo I nelle sue fasi iniziali, basandosi sulla loro capacità di inibire la reazione autoimmunitaria all’ origine della malattia.

Ciò ha portato a ridurre l’uso d’insulina e all’aumento dei linfociti T, senza alcun effetto collaterale. Ora si vuole agire contemporaneamente su altre cause di questa patologia multifattoriale, ad esempio abbinando alle staminali farmaci antidiabetici o modificando i linfociti T.

Il Diabetes Research Istitute di Hollywood in Florida, invece, cerca di indirizzare la differenziazione delle staminali del cordone ombelicale verso le cellule beta, produttrici d’ insulina, tramite una sequenza di segnali, simili a quelli che nell’ embrione portano alla formazione del pancreas, all’attivazione di geni e all’ aumento dell’ ossigenazione delle staminali.

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