Muscoli artificiali con le cellule staminali

2015_04_03_muscoli_artificialiUno studio internazionale ci dà una nuova speranza: ricostruire muscoli in laboratorio a partire da cellule staminali, utilizzando un approccio di ingegneria dei tessuti.

Un team di ricercatori italiani, israeliani e inglesi sono riusciti a ricreare sui topi il muscolo danneggiato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Embo Molecular Medicine. “E’ una ricerca a cui lavoriamo da 5 anni ed ora abbiamo pubblicato i risultati. Abbiamo trovato la chiave giusta per stimolare, grazie ad un bioreattore, i mesoangioblasti. Queste cellule staminali adulte multipotenti, grazie a determinati stimoli, possono differenziarsi in tessuto muscolare, osseo e cartilagineo“, afferma all’Adnkronos Salute Cesare Gargioli ricercatore dell’Università Tor Vergata di Roma, uno degli autori principali dello studio.

La morfologia e la struttura dell’organo artificiale che abbiamo sviluppato – prosegue – sono estremamente simili, se non indistinguibili, da un muscolo scheletrico naturale“. “La nostra tecnologia non può essere usata per far tornare a camminare i pazienti colpiti da distrofia muscolare – chiarisce Gargioli – perché è un patologia che colpisce molti muscoli, ma si può agire ad esempio su quelli respiratori e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Saremo in grado però di ricostruire il tessuto muscolare danneggiato dopo traumi o incidenti o intervenire nei casi di asportazione massicci di tessuto nei pazienti colpiti da tumori dell’osseo. Ma è ancora presto, serviranno almeno altri 5 anni di studi e sperimentazioni. La prossima sfida è passare dai piccoli muscoli delle zampe anteriori del topo, 1 cm di diametro, a quelli del maiale, più simili all’uomo. Stiamo lavorando ad un progetto da presentare all’Ue“.

Il gruppo di ricerca ha coltivato cellule mesenchimali in laboratorio su un piatto di coltura di tessuti su cui era stata precedentemente apportato un idrogel, cioè una matrice di supporto artificiale creata dal team di Dror Seliktar del Dipartimento di ingegneria biomedica dell’Israel Institute of Technology che ha partecipato alla ricerca. Questo processo di ingegnerizzazione è in grado di attivare un fattore di crescita proteico che attrae altre cellule che originano i vasi sanguigni e i nervi, contribuendo alla sopravvivenza e alla maturazione delle nuove fibre. Dopo diverse settimane dall’innesto delle cellule sotto la pelle del topo si forma un nuovo muscolo molto simile ad un normale tibiale anteriore.

Questo è il primo studio che è riuscito a generare un muscolo artificiale che una volta trapiantato si comporta come un muscolo naturale poiché gli studi precedenti sono stati in grado di ricostruire un muscolo ma non di farlo vivere una volta trapiantato perché nessuno, prima di ora, era mai stato in grado di ricreare la rete vascolare attorno al muscolo trapiantato. “Siamo incoraggiati dal successo del nostro lavoro, ma è chiaro – precisa Giulio Cossu, docente di Medicina rigenerativa all’Università di Manchester, altro autore dello studio – che un muscolo di un topo è molto piccolo rispetto a quello di un paziente, e questo richiede uno sforzo maggiore e ancora più impegno“. Ora il passo successivo dei ricercatori sarà quello di utilizzare modelli animali più grandi, come ad esempio il maiale, per testare l’efficacia di questo nuovo approccio, prima di iniziare studi clinici sull’uomo.

Fonte: http://embomolmed.embopress.org

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