Morbo di Crohn e Trapianto di Cellule Staminali del Sangue

morbo di chron Il Morbo o Malattia di Crohn è una malattia caratterizzata da infiammazione cronica dell’intestino¹. Può colpire tutto il tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano. In circa il 90% dei casi colpisce maggiormente l’ultima parte dell’intestino tenue e il colon. È caratterizzata da ulcere intestinali, spesso alternate a tratti di intestino sano. Esistono, tuttavia, farmaci di varia natura per impedire la formazione delle ulcere. Ciònonostante, le ulcere, se non curate, possono portare complicanze. Il Morbo di Crohn, infatti, può creare dei restringimenti intestinali, dette stenosi, o delle comunicazioni patologiche all’interno di organi, dette fistole. Tali complicanze richiedono spesso un trattamento chirurgico.  Nonostante ciò, la maggior parte dei pazienti, con le cure e i controlli necessari, può ben controllare la patologia e condurre una vita regolare. C’è tuttavia una minoranza che non risponde a tali cure. E’ proprio di questi malati di Morbo di Crohn che si rivolgono le terapie con cellule staminali.

 

Le cause del Morbo di Crohn

 

Le cause del Morbo di Crohn non sono note. Sembra che dipenda da una combinazione di fattori. Predisposizione genetica, fattori ambientali, fumo di sigaretta, alterazioni della flora batterica intestinale e della risposta immunitaria, possono scatenare l’infiammazione intestinale¹. E’ una malattia annoverata tra le malattie autoimmuni. Difatti, le cellule del sistema immunitario “attaccano” in maniera continua l’intestino e contribuiscono a perpetuare l’infiammazione. Anche se alcuni geni sembrano essere coinvolti, non è una malattia ereditaria, né genetica.

 

Terapie farmacologiche per il Morbo di Crohn e nuove terapie sperimentali

 

La terapia per la Malattia di Crohn prevede farmaci che tendono a spegnere l’infiammazione intestinale¹. Si utilizzano farmaci di varia natura per effettuare questo spegnimento. E’ attraverso l’azione sui meccanismi cellulari e molecolari dell’intestino e del sistema immunitario che si tenta di arrestare l’infiammazione.

 

Ma non sempre i pazienti di Morbo di Crohn rispondono a queste terapie.

 

Abbiamo già parlato, il 23 settembre del 2016 nelle nostre news, di come le cellule staminali sia no utilizzate sperimentalmente per quei casi non rispondenti alla terapia convenzionale.

Morbo di Chron e cellule staminali, una nuova speranza. Grazie, anche, al contributo italiano

Parlammo, infatti, di come venivano usate per rispondere ad un sintomo del Morbo di Crohn, la fistola anale.  

Nel 2007 nasce in Inghilterra uno studio clinico chiamato ASTIC.  Tale studio aveva lo scopo di risolvere il problema, non un sintomo, sostituendo il sistema immunitario malato. ASTIC coinvolse 11 paesi europei, tra cui l’Italia. Venne effettuato su 45 pazienti, malati di Crohn che erano refrattari a qualsiasi terapia. Lo scopo era trapiantare queste persone con le cellule staminali del sangue per cambiare loro il sistema immunitario e per questo spegnere l’infiammazione.

Questo studio portò ad un articolo scientifico pubblicato nel 2017 sulla rivista Lancet Gastroenterology & Hepatology ² . In questo studio si concluse che: dei 45 pazienti arruolati, di 38 pazienti si riuscì ad ottenere dati completi a lungo periodo. Di questi pazienti, se valutati con i risultati della medicina convenzionale, il 50% dei pazienti aveva avuto benefici dal trapianto di cellule staminali del sangue. Molti, tuttavia, avevano avuto dei effetti collaterali dovuti alle elevate dosi di chemioterapico. Tra i più comuni relativi ad infezioni.

Per tale ragione, gli studiosi afferenti a questo gruppo concludevano che lo studio poteva considerarsi migliorabile.

 

Nasce, così, ASTIClite³. 

 

ASTIClite è uno studio clinico voluto dall’Inghilterra, dove almeno 115.000 persone soffrono di Morbo di Crohn. Lo studio verrà condotto dall’Università di Londra Queen Mary e Barts Health NHS Trust. E’ costato £2m. Finanziato da Medical Research Council e National Institute for Health Research. Recluterà pazienti dai centri di Cambridge, Edimburgo, Liverpool, Londra, Nottingham, Oxford e Sheffield. Lo studio verrà coordinato dall’Unità di Studi Clinici dell’Università di Sheffield. 

“Noi dovremmo essere in grado di alterare radicalmente il corso della malattia.” parla il Professor James Lindsay del Queen Mary’s Blizard Institute. “Per contro delle normali terapie ci sono numerosi pazienti che non rispondono, o gradualmente perdono la risposta, a tutti i trattamenti disponibili. Sebbene la chirurgia con la formazione di uno stoma possa essere un’opzione che porti i pazienti a ritornare alle normali attività quotidiane, non è adatto in alcuni casi e in altri è possibile che non si voglia considerare questo approccio.”

“Noi speriamo che dal completo resetting del sistema immunitario del paziente attraverso il trapianto di cellule staminali, dovremmo essere in grado di alterare radicalmente il corso di questa malattia. Anche se potrebbe non essere una cura, potrebbe portare alcuni pazienti a rispondere alle terapie a cui prima non rispondevano.”

 

La testimonianza

 

Helen Bartlett, una paziente malata di Morbo di Crohn che ha avuto il trapianto di cellule staminali del sangue al John Radcliffe Hospital, Oxford. “Vivere con il Morbo di Crohn è una lotta continua. Vai in bagno così spesso, sanguini molto ed è incredibilmente stancante. Inoltre devi sempre stare attento a dove vai. Ho dovuto scendere dai treni prima perché non c’era il bagno e avevo bisogno di andarci. Sono stata dentro e fuori dall’ospedale per vent’anni, operazione dopo operazione, farmaco dopo farmaco, per cercare di sconfiggere questa malattia. È frustrante, deprimente e ti senti così giù di morale.”

“Quando mi hanno parlato di trapianto di cellule staminali, fu semplice perchè non volevo passare attraverso altre operazioni fallite. Non posso descrivere quanto mi sento meglio dopo il trattamento. Ho ancora problemi e avrò sempre problemi, ma non ho quel dolore costante.”

 

Dare ai pazienti un nuovo sistema immunitario

 

Esattamente come per lo studio sulla Sclerosi Multipla, che sta dando dei buoni risultati, ASTIClite vuole investigare se il trapianto con le cellule staminali del sangue possa ridurre l’infiammazione e dare una speranza ai malati di Morbo di Crohn.

In teoria questo nuovo sistema immunitario non dovrebbe essere reattivo contro l’intestino del paziente andare e non agirà anche sui composti farmacologici per rimuoverli dal loro intestino prima che abbiano avuto la possibilità di lavorare.

ASTIClite a differenza del precedente studio, ASTIC, utilizzerà dosi di chemioterapia inferiori a quelle passate, in modo da minimizzare i rischi dovuti alla tossicità. 

ASTIClite ha criteri di inclusione dei pazienti. Brevemente, lo studio prevede persone tra i 18-60 anni, con diagnodi di Morbo di Crohn attiva per almeno sei mesi, dove almeno due classi di terapia biologica non sia stata provata, senza risultato, e dove la chirurgia non è approriata. 

Ci sono 8 partecipanti all’attivo e altri centri in Inghilterra stanno aprendo il reclutamento ad altri pazienti.

 
Concludendo

 

Quello che sta accadendo con l’utilizzo delle cellule staminali ci porta sempre più verso il futuro. Sempre più le cellule staminali del sangue sono utilizzate in malattie diverse da quelle oncologiche. La nostra speranza è che da questi studi clinici possa uscirne una terapia. In modo da poter annoverare le cellule staminali come terapia per malattie autoimmuni aggressive. 

 

Fonti

¹ http://www.humanitas.it/malattie/morbo-di-crohn

² https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28497755

³https://www.qmul.ac.uk/media/news/2018/smd/stem-cell-transplants-to-be-used-in-treating-crohns-disease.html

 

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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