Le cellule staminali mesenchimali del tessuto del cordone ombelicale sono state protagoniste della lotta contro il COVID-19. Una volta trapiantate, infatti, raggiungono per prime i polmoni. Se c’è infiammazione, sia per azione diretta che producendo loro stessi delle molecole, abbassano il livello di infiammazione. Questo porterebbe ad un miglioramento della situazione infiammatoria polmonare.

Per queste caratteristiche, le cellule staminali mesenchimali sono anche utilizzate nella terapia contro la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).

 

Cos’è la BPCO

 

E’ una malattia polmonare progressiva, non completamente reversibile. Spesso è sottovalutata, anche dal paziente. Infatti, ritiene i propri sintomi assimilabili a comuni sintomi per un fumatore, sottovalutandoli. In realtà se presa nei primi stadi la BPCO è una malattia trattabile. E’ caratterizzata da una persistente ostruzione delle vie aeree, che rende difficoltosa la respirazione. La BPCO è di solito evolutiva e si associa ad una aumentata risposta infiammatoria cronica delle vie aeree e del polmone a particelle nocive o gas.

 

Perchè le cellule staminali mesenchimali

 

Le cellule staminali mesenchimali hanno proprietà antiinfiammatorie e immunomodulatorie. Sono capaci, cioè, di contrastare la risposta eccessiva del sistema immunitario e l’ infiammazione acuta e cronica. Un farmaco a base di cellule staminali mesenchimali (Remestemcel-L) è stato il protagonista di studi clinici per contrastare la BPCO.

I dati dello studio di cui le cellule staminali mesenchimali sono protagoniste, sono stati presentati al convegno internazionale International Society for Cell & Gene Therapy (ISCT) 2020. Questo convegno si è svolto come videoconferenza e ha accolto i risultati dello studio della Mesoblast.

Durante il convegno ISCT, Mesoblast presentava i dati dello studio di fase II riguardante il remestemcel-L e la BPCO. Remestemcel-L contiene 100 milioni di cellule staminali mesenchimali per dose.

 

Risultati dello studio clinico

 

Lo studio clinico (NCT00683722) ha come prima cosa valutato la fattibilità e la sicurezza del trattamento. I pazienti hanno ricevuto più dosi di remestemcel-L.  Tali pazienti avevano moderata o severa BPCO.

Lo studio ha arruolato 62 pazienti adulti. E’ stato svolto in America. Per quattro mesi i pazienti hanno ricevuto o remestemcel-L, contenente 100 milioni di cellule staminali mesenchimali o placebo, che non aveva le cellule staminali mesenchimali.

Durante il periodo di monitoraggio i pazienti sono stati seguiti e hanno completato alcuni test disegnati per comprendere la funzionalità polmonare e la capacità nello svolgere esercizi.

La funzionalità polmonare era valutata basandosi su due parametri:

  • la misura della capacità di aria che un paziente è capace ad espirare con uno sforzo massimale dopo un respiro profondo (FVC)
  • il volume di aria che può essere espirato con uno sforzo massimale in un secondo dopo un respiro profondo (FEV1)

Questi due parametri sono i parametri fondamentali della spirometria che è il più diffuso esame atto a valutare la capacità respiratoria.

La capacità a svolgere esercizi, invece, era valutata dal Test del cammino in 6 minuti (6MWD). E’ un test che permette una misura della capacità funzionale residua valutando la distanza che un paziente è in grado di coprire in 6 minuti di cammino.

I test sono stati effettuati per comparare gli effetti di remestemcel-L al placebo nei pazienti che avevano un alto livello nel sangue di proteina c reattiva con quelli che ne avevano bassi livelli. La proteina c reattiva misura l’infiammazione. 

In comparazione con i pazienti che avevano ricevuto il placebo, remestemcel-L  portava ad un significativo miglioramento sia delle funzioni polmonari che delle capacità degli esercizi in pazienti con alti marcatori di infiammazione.

I miglioramenti si osservavano dopo 4 mesi dal trattamento. Si osservavano di più, inoltre, nel pazienti con alta infiammazione. Come se le cellule staminali mesenchimali agissero meglio nelle persone con infiammazione estesa.

“La correlazione tra alti livelli di proteina c reattiva e migliore risposta al remestemcel-L suggerisce che la componente infiammatoria delle patologie polmonari  possa innescare ed essere suscettibile agli effetti immunomodulatori del trattamento con remestemcel-L in pazienti con condizioni infiammatorie acute” Fred Grossman, CEO di Mesoblast.

“Poiché i tassi di ospedalizzazione ricorrente e la mortalità nella BPCO sono associati sia ad alti livelli di PCR e al progressivo declino nel test del cammino di sei minuti, questi risultati suggeriscono che remestemcel-L potrebbe fornire benefici a lungo termine per i pazienti con BPCO con alti livelli di infiammazione,” Grossman added.

Questi risultati duraturi nel tempo hanno portato alla Fase III dello studio clinico (NCT04371393) in cui si sta valutando la sicurezza ed efficacia di 300 persone con sindrome respiratoria acuta da distress (ARDS) associata al COVID-19.