Le staminali del cordone ombelicale ancor piu’ efficaci nella terapia dell’ anemia aplastica

2013_07_12_anemia_aplasticaNel 2011 il Dottor Yamamoto pubblica i risultati di una sua sperimentazione clinica per la terapia con staminali del cordone ombelicale per l’anemia aplastica: le trapianta in 12 persone con una forma particolarmente severa della patologia, resistente ad uno o più cicli di trattamento immunosoppressivo e ad alto rischio di Graft Versus Host Disease (GVHD), di contrarre pericolose infezioni o di fallimento dell’ innesto; pazienti per cui normalmente si riscontrano tassi di sopravvivenza molto bassi con l’infusione di staminali del midollo osseo. Prima dell’intervento i medici li pretrattano con fludarabina e melfalan.

Tutti i malati, che hanno raggiunto la stabilizzazione del trapianto, raggiungono un recupero completo dal punto di vista ematologico e risultano liberi dalla necessità di ulteriori trasfusioni.

I test dimostrano che le nuove cellule del sangue sono originate dalle staminali cordonali e che i neutrofili tornano ai normali livelli fisiologici mediamente dopo appena 18 giorni, mentre le piastrine in 42.
Lo scienziato giapponese ottiene una buona sopravvivenza globale dell’ 83,3% a tre anni dal trapianto nei malati da lui trattati; tutti soggetti in condizioni estremamente critiche, due con forma fulminante: risultato superiore a quello raggiungibile con l’azione di staminali midollari.

Due pazienti, che presentano un rigetto immunologico, reagiscono positivamente ad una seconda infusione di staminali cordonali. Questo problema, come alcune forme moderate di GVHD e il solo mancato attecchimento, non si sarebbero presentati se i malati avessero conservato alla nascita le loro staminali autologhe cordonali.

Già nel 2004 Dottor Fruchtman realizza il primo trapianto per l’anemia aplastica con questo tipo di cellule, che i genitori avevano deciso di preservare in centri specializzati per il cordone ombelicale alla fine della gravidanza. Egli affronta positivamente il caso di un bambino di venti mesi affetto da una forma particolarmente severa, su cui era stato effettuato in precedenza un trapianto di fegato fallito. A tre anni di distanza dall’ infusione il bambino presenta una remissione ematologica completa della malattia.

Nel 2009 Nature pubblica i risultati di Lee e Kang, che creano le condizioni per il il trapianto di due unità di staminali cordonali. Questo metodo elimina il problema del numero limitato di cellule, in attesa dei nuovi metodi d’ espansione cellulare, riducendo ulteriormente i rischi di GVHD.

Nel 2011 il Dottor Rosenthal tratta 3 malati in condizioni molto serie con un’ infusione autologa di staminali del cordone ombelicale. Tutti i piccoli pazienti hanno risposto bene al trattamento, e due su tre risultano guariti completamente 37 e 58 mesi dopo l’intervento.

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Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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