Gizelle""A Gizelle, all’età di 9 anni, era stato diagnosticato un mal funzionamento del midollo osseo. Era il Marzo del 1995. La conta dei suoi globuli rossi era estremamente bassa mentre era alta, in quelle condizioni, la possibilità di sviluppare infezioni severe. In un mondo fatto di analisi, dottori e disperazione, aveva bisogno di un miracolo per rimanere in vita. L’unica possibilità di cura era un trapianto di cellule staminali da donatore compatibile, ma lei non aveva fratelli.

Nella disperazione, sua madre fu analizzata per il test di compatibilità e fu trovata con un HLA match di compatibilità al 100% – un vero miracolo!! Le cellule staminali donatele dalla mamma la salvarono e le permisero di vivere la vita a lei destinata.

Da un’intervista rilasciata da Gizelle a Cord Blood Foundation leggiamo la sua esperienza.

“Il viaggio della vita è una compilation di esperienze differenti, buone e cattive. Il mio trapianto di midollo osseo fu orribile, C’era molta tristezza, angoscia, dolore e paura della morte. Da bambino sapevo perfettamente cosa stessi passando, per la maggior parte dei casi. Perché a me? Perché sarei dovuta morire? Io avevo molte cose da fare, molto tempo da vivere. Ma oggi sono qui come una donna cresciuta, e sono così onorata di aver passato questa esperienza. Mi ha fatto diventare quella che sono, e sono orgogliosa di chi sono oggi. Sono anche orgogliosa di vedere come un’esperienza come questa abbia dato a persone come mia madre uno scopo. La guida per educare, la guida per salvare altri. Io ho ricevuto un miracolo, oggi. So che non tutti possono. Mamme e papà, se state pensando di conservare le cellule staminali del vostro bambino, è la scelta migliore che potete fare per loro, per la vostra famiglia. La vita è preziosa, Proteggetela. E vivetela”.

La storia di Gizelle, infatti, ha cambiato la vita non solo a lei che ad oggi 33enne, a 24 anni dal suo trapianto, è una donna in salute e realizzata sia dal punto di vista familiare che professionale, ma anche a sua mamma, come ci raccontava Gizelle.

La mamma di Gizelle, Erna West, infatti, dopo aver vissuto l’esperienza del trapianto di sua figlia ha voluto cambiare la sua vita con uno scopo: restituire alla comunità il più possibile. Dopo un viaggio durato due decenni di condivisioni ed esperienze, nasce, in Sud Africa, paese dove Gizelle e sua mamma vivono, Celvi. Celvi è la prima Banca Ibrida del Sud Africa dove i genitori possono sia conservare privatamente per la propria famiglia, mentre allo stesso tempo il campione di cordone ombelicale è inserito in un registro per i pazienti che ne hanno bisogno. Se le cellule staminali di un bambino dovessero essere identificate come possibili match per un paziente, i genitori hanno la possibilità di donare le cellule staminali del loro bimbo.

Quando una storia ti tocca da vicino, capisci quanto sia importante avere la scelta, quanto sia importante avere un registro ricco di campioni dove cercare il proprio donatore compatibile ma anche la possibilità di avere un donatore familiare con un campione pronto all’uso, come è possibile averlo con il cordone ombelicale.

Per questo abbiamo voluto condividere con voi la storia di Gizelle e della sua mamma, una storia incredibile, un vero e proprio miracolo che nel 1995 salvò Gizelle e che diede a sua mamma uno scopo, quello di fondare nel loro paese una banca ibrida di conservazione di cellule staminali cordonali, un modello che permette cioè di coniugare la scelta solidaristica con quella di salvaguardia della propria famiglia: scegliere per i propri cari senza dimenticare il prossimo. 

Una scelta che a noi di Futura Stem Cells piacerebbe fosse applicata anche nel nostro paese, con una banca Autologa Solidale che utilizzasse tutto il potenziale delle nostre banche pubbliche. Per approfondire