L’Ospedale Bufalini utilizzeràle staminali del cordone ombelicale per curare il tumore del cervello: la prima volta in Italia

2012_04_16_tumore_cervelloNell’Aprile 2012 il Reparto di Neurochirurgia presso l’Ospedale Bufalini, a Cesena, rende noto che adotterà le staminali del cordone ombelicale per la terapia del glioma, la più diffusa neoplasia del cervello.

L’implementazione di questa metodica terapeutica scaturisce dalla collaborazione tra alcune importanti strutture di ricerca e di sperimentazione clinica: i Laboratori di Terapia Molecolare Neuronale e d’Imaging del Massachusetts General Hospital, l’IRST, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori, oltre al Reparto di Neurochirurgia e al Dipartimento di Neuroscienze e Testa-Collo, nell’Ospedale Bufalini, diretto dal Professor Sturiale.
Le staminali del cordone ombelicale, come quelle del tessuto adiposo o del midollo, vengono programmate in laboratorio, in particolare al fine di prevenire la diffusione delle recidive neoplastiche, il principale fattore che influenza negativamente la prognosi di questi pazienti. Il momento più favorevole per la loro somministrazione sembra essere subito dopo l’ intervento chirurgico, che rimuove la massa del glioma, quando esse possono anche eliminare in modo efficace le cellule maligne eventualmente sopravvissute. Questo aspetto risulta di grande importanza, perché, pur ridotte ad un numero molto esiguo, spesso riattivano il cancro in una forma fortemente invasiva.

Le staminali cordonali inseguono letteralmente le cellule tumorali e le colpiscono una per una attraverso la secrezione di sostanze, che si legano ai recettori e le impartiscono l’ordine di morire: l’ apoptosi. Decisiva risulta la collaborazione di Khalid Shah, PhD, uno degli scienziati americani maggiormente impegnati nella ricerca sulla terapia cellulare per il trattamento delle neoplasie dell’ encefalo.
E’ in procinto di sviluppare nuove linee di staminali in grado d’esprimere diverse proteine, che potranno bloccare la proliferazione cellulare dei tumori nel sistema nervoso centrale. Sono in grado d’indirizzarsi in modo specifico verso le lesioni del cervello, determinate da diverse patologie. Sfruttando questa loro caratteristica, lo studioso di Boston le modifica geneticamente, al fine di produrre principi attivi o esprimere altre proprietà terapeutiche. Così ottiene d’indurre l’apoptosi selettivamente nelle cellule neoplastiche, che si stanno moltiplicando, oppure d’inibire in modo intenso l’angiogenesi, bloccando la crescita del glioma. Riesce a far secernere alle staminali, anche cordonali, l’Anti-Angiogenic TSP-1 (Trombospondina-1), che impedisce la crescita del tessuto tumorale e l’S-TRAIL (il Ligando per il Secreted Tumor Necrosis Factor Receptor), attivante in modo specifico la morte cellulare programmata.

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