Insufficienza ovarica precoce e cellule staminali mesenchesimali

cellule_staminali_ovaieL’insufficienza ovarica precoce è una condizione caratterizzata dall’assenza di mestruazioni. I cicli mestruali possono non comparire del tutto oppure interrompersi precocemente prima dei 40 anni a causa di anomalie nella formazione e nello sviluppo del follicolo, la struttura dell’ovaio deputata alla maturazione della cellula uovo. Per questo chi soffre di questa patologia ha sintomi analoghi a quelli della menopausa e infertilità. Non esiste una cura e ad oggi l’unico modo per queste pazienti di avere un bambino è con ovodonazione.
Non si conoscono le motivazioni per le quali questo processo avvenga in cui le pazienti sebbene abbiano un un normale codice genetico e non abbiano subito terapie farmacologiche “importanti” in infanzia, quali radio o chemioterapia, a un certo punto della loro vita entrano in menopausa precoce. Quello che si nota, tuttavia, nelle donne affette da questa patologia è che le ovaie non perdono le cellule uovo, ma queste diventano dormienti e non riescano a maturarsi.
Le cellule staminali mesenchimali vennero così prelevate dalla paziente stessa e trapiantate in laparoscopia direttamente nell’ovaio della paziente.
Una recente ricerca suggerisce che giovani donne con insufficienza ovarica precoce possono essere in grado di utilizzare le cellule staminali per ringiovanire le loro ovaie contro gli effetti prematuri della menopausa.
I ricercatori del team diretto dal Prof. Ayman Al-Hendy, M.D., Ph.D., Professor e di Ginecologia e Direttore di ricerca Traslazionale all’Università dell’Illinois a Chicago, come prima analisi preclinica provarono a fare un trapianto di cellule derivanti dal midollo osseo senza distinguere una particolare linea cellulare. Sebbene avessero avuto dei risultati, questi non erano abbastanza per far pensare che se delle donne fossero state sottoposte avrebbero ottenuto dei risultati che le avrebbe potuto portare ad avere una gravidanza. Poiché, tuttavia, i risultati erano promettenti, continuarono i loro studi preclinici con cellule isolate dal midollo osseo ed in particolare con le cellule staminali mesenchimali. Trapiantando in maniera autologa con cellule staminali mesenchimali degli animali che dopo chemioterapia avevano subito insufficienza ovarica ed ottenendo degli ottimi risultati questo fece andare avanti tale team nel traslare tale ricerca sull’uomo. Venne così approvato lo studio clinico denominato ROSE condotto dall’equipe del Prof. Al-Hendy.
Tale studio clinico iniziato nel 2016 ha dato dei risultati importanti ed incoraggianti che sono stati presentati al 100esimo convegno annuale della Società di Endocrinologia a Chicago, ENDO2018.  
Lo studio che sta a tutt’oggi reclutando pazienti, prevede la partecipazione di 33 donne con insufficienza ovarica precoce e ad oggi sono stati riportati i risultati di due donne sottoposte ad un trattamento autologo di cellule staminali mesenchimali infuse direttamente in ovaio attraverso tecniche laparoscopiche.
Dopo un anno di trattamento i risultati sono molto incoraggianti e fanno ben sperare in una cura per questa malattia.
Il Prof Al-Hendy all’ENDO 2018 riporta:
“Nelle due donne che hanno partecipato e completato il trattamento, ad oggi, i livelli di estrogeni nel sangue sono aumentati a 3 mesi dall’iniezione con le cellule staminali e gli effetti sono rimasti almeno per un anno. I sintomi della menopausa sono stati alleviate, e dopo sei mesi dall’iniezione delle cellule staminali nelle loro ovaie, è ricomparso il ciclo mestruale”.
Ora che i livelli di estrogeni sono aumentati in entrambe le donne in maniera significativa e sono tornate ad avere il ciclo mestruale, il team di ricercatori guarda alla possibilità che queste donne siano tornate ad essere fertili.
L’imaging ad ultrasuoni delle ovaie trattate mostrano un significativo aumento delle ovaie trattate in comparazione con quelle non trattate. Nei casi completati, le pazienti hanno tollerato il trattamento molto bene senza alcuna complicazione o effetto collaterale
dice Al-Hendy.
Gli autori stanno procedendo con i loro studi per valutare se gli stessi effetti, o migliori, possano essere presenti anche con trapianto allogenico di cellule staminali mesenchimali, quale sia la molecola prodotta dalle cellule staminali mesenchimali in grado di riattivare le ovaie e rendere di nuovamente in grado di svolgere le proprie funzioni, e applicare tali tecniche anche per altre patologie, quali l’ovaio policistico.
Questo studio molto promettente ci fa ben sperare che le cellule staminali mesenchimali possano essere utilizzate in un futuro prossimo per la cura contro la infertilità.

Fonti:

www.telethon.it

journal.plos.org

www.ncbi.nlm.nih.gov

Per visionare il video con il trattato in inglese del Prof. Al-Fendy, cliccare qui e andare al minuto 12:21 della conferenza

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