Importante svolta nella cura del diabete

2012_12_03_diabeteStati Uniti: nel 2012 la University of Illinois applica per la prima volta sull’ uomo una tecnica rivoluzionaria per la cura del diabete.

Gli scienziati americani impiegano un sistema a circuito chiuso, in cui vengono immobilizzate staminali del cordone ombelicale. I linfociti T, isolati dal sangue di ciascun malato, sono stati passati più volte per un periodo di due o tre ore sulle staminali cordonali, fissate su un materiale di supporto idrofugo.
Questo viene a formare una complessa struttura a “sandwich”, costituita da 9 dischi sovrapposti, con una piastra di copertura superiore ed una inferiore, dove sono raccolte le cellule modificate dall’ innovativo dispositivo.
Dopo il processo di “rieducazione” da parte delle staminali del cordone ombelicale, i linfociti vengono infusi nuovamente nel sangue dei pazienti.

A distanza di tre mesi tutti presentano progressi significativi e permanenti della modulazione metabolica, come della funzione del pancreas endocrino, grazie alla totale eliminare dei linfociti T auto-reattivi, che danneggiano le isole di Langherans. Viene ridotta fortemente la quantità dell’ormone, che deve essere iniettata ogni giorno nel malato, impedito che il glucosio raggiunga livelli tossici, accresciuta la produzione d’insulina. Il blocco della risposta immunitaria patologica sembra anche attivare la rigenerazione delle cellule beta superstiti, a seguito della cessazione dell’ attacco contro di esse. Mentre non si sono verificati significativi problemi di sicurezza durante tutto il processo terapeutico.

Il professore di Chicago, Zhao, suggerisce che sia il regolatore autoimmune AIRE, presente nelle cellule staminali del sangue cordonale, a mediare questi cambiamenti, con un aumento del Transformer Growth Factor beta-1 (TGF-beta1) e della percentuale di linfociti T regolatori nel sangue delle persone appartenenti al gruppo trattato. Gli ottimi risultati mostrano che l’ emoglobina glicata nei casi meno severi tende a normalizzarsi, scendendo da 8,7 a 7,7, trascorso un mese, e fino a 6,8, dopo tre. Negli altri soggetti si riduce da 12,5 a 10,7: un risultato davvero significativo. Inoltre la dose media giornaliera d’insulina necessaria scende del 25-38%. I livelli di peptide C continuano ad incrementarsi dopo 24 settimane ed si mantengono stabili alla fine dello studio.

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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