Grazie al fratellino, guarisce da una rara malattia

Vi ricordate la proprietà commutativa dell’addizione? Scambiando tra di loro gli addendi il risultato non cambia, cioè la somma resta sempre quella.

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E’ una delle proprietà dell’aritmetica  che sempre più spesso possiamo accostare alla ricerca medica la quale si avvale, con maggiore frequenza, dell’utilizzo dello stesso addendo rappresentato dalle cellule staminali, che addizionato alle diverse applicazioni cliniche affermano sempre più spesso lo stesso risultato: guarigione del paziente.

Medicina rigenerativa, terapia cellulare, oncoematologia continuano ad essere i campi principali nei quali i ricercatori utilizzano il potenziale, molto superiore a quanto immaginabile, delle cellule staminali.

Anche i mass media hanno imparato a conoscere l’importanza di queste cellule al punto di istituire, all’interno di programmi televisivi e quotidiani, delle rubriche dedicate alla divulgazione scientifica dei continui progressi ottenuti dalla ricerca.

Proprio grazie all’attenzione rivolta da questi ultimi possiamo conoscere e capire sempre di più i benefici “regalati” da queste cellule, in particolare nelle ultime settimane, sono stati riportati molteplici casi di allotrapianti di cellule staminali emopoietiche avvenuti in Europa.

Il trapianto allogenico o allotrapianto è l’infusione, in un individuo malato, di cellule staminali del sangue prelevate da un individuo sano e compatibile con il ricevente.

E’ ciò che è successo recentemente in Gran Bretagna dove questo tipo di trapianto è stato effettuato, fra individui consanguinei e compatibili, consentendo la guarigione a un bambino affetto da anemia di Blackfan-Diamond.
Il piccolo Charlie all’età di quattro anni ha ricevuto le cellule del cordone ombelicale del fratellino Jamie,  nato su misura proprio per salvarlo. I genitori di Charlie per salvare il piccolo hanno dovuto affrontare un procedura non consentita. In molti stati europei compresa Gran Bretagna e Italia, tale  procedura consiste nell’effettuare una diagnosi genetica pre-impianto per  sezionare l’embrione che non presentava nel corredo genetico la malattia sviluppata nel primogenito.

In Italia la procreazione assistita è consentita dalla legge solo per favorire la soluzione ai problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità, inoltre è subordinata alla necessità di assicurare tutti i diritti ai soggetti coinvolti e in particolare al concepito.

L’eticità delle scelta intrapresa dai coniugi Whitaker non è oggetto di discussione in questo articolo, ma ciò che ci preme sottolineare in questa vicenda è l’importante successo ottenuto dal trapianto allogenico con il quale  il piccolo Charlie ha ottenuto la completa guarigione.

Charlie, cosi come Mohamed il bambino che lo scorso gennaio è stato sottoposto al trapianto presso il San Matteo di Pavia, grazie a questo processo terapeutico vivono, dopo tanta sofferenza, un’infanzia felice diventando così  simbolo di speranza per  molti dei loro coetanei affetti da simili patologie.

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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