Diabete, nuova sperimentazione clinica

20_05_2016_diabete

Dal 26esimo Congresso Nazionale della Società italiana di diabetologia (Sid) una notizia che ancora una volta vede protagoniste le cellule staminali e il diabete di tipo 1, il così detto diabete giovanile, che colpisce circa 542000 bambini nel mondo.

Entro fine 2016 dovrebbe iniziare una nuova sperimentazione clinica internazionale che coinvolgerà diversi pazienti con diabete di tipo 1. “Nella ricerca sul diabete di tipo 1 esiste un’ampia area in sviluppo, legata alle terapie cellulari con staminali embrionali” spiega all’AdnKronos Salute Lorenzo Piemonti, vicedirettore del Diabetes Research Institute (Dri) dell’Irccs San Raffaele di Milano e coordinatore del Gruppo di studio Sid sulla medicina rigenerativa in diabetologia. Questa sperimentazione clinica, infatti, sarà unica nel suo genere e coinvolgerà cellule staminali embrionali modificate e rese staminali pluripotenti nel 2000 in un laboratorio degli Stati Uniti e rese in grado di produrre insulina. Sarà una sperimentazione di fase clinica I-II (sicurezza e prime valutazioni di efficacia) la quale, partita in California, ha raggiunto il Canada e dovrebbe arrivare per la prima volta in Europa entro fine anno, sostenuta da finanziamenti Ue già approvati. Coinvolgerà Bruxelles e Milano con il Dri San Raffaele.

Il trial – riferisce il ricercatore – impiega una linea di staminali embrionali pluripotenti derivate nel 2000 negli Stati Uniti, sulla quale è stato messo a punto un protocollo che permette di ricavare precursori delle cellule beta-pancreatiche produttrici di insulina. Questi precursori vengono inseriti in un piccolo contenitore di plastica che viene quindi impiantato sottocute, tendenzialmente nella schiena”. Una volta introdotte nel corpo del paziente, che non viene sottoposto ad alcuna terapia immunosoppressiva anti-rigetto né alla somministrazione di altri farmaci, “l’idea è che possano maturare, produrre insulina e liberare l’ormone controlla-zuccheri nella circolazione sanguigna. Questa è l’ipotesi“.

In attesa di verificarla, la comunità internazionale di scienziati impegnati in questi studi si prepara a “un appuntamento storico”. “Dal 18 al 20 settembre – annuncia Piemonti – è in programma ad Harvard negli Usa un workshop che abbiamo contribuito a organizzare, e che riunirà tutti i ricercatori del mondo attivi sul fronte della terapia cellulare contro il diabete di tipo 1. È la prima volta che succede e sarà un’occasione unica per fare il punto sul presente e definire una strategia globale per il futuro. L’obiettivo è stilare linee guida e creare sinergie che consentano di accorciare i tempi della fase sperimentale. Si pensi, infatti, che, dalla prima scoperta biologica delle promesse di quest’approccio in vitro al primo paziente trattato, siano passati circa 13 anni“, sottolinea.

Un grande passo avanti della ricerca clinica per la lotta al Diabete che vede ancora una volta come protagoniste cellule staminali, da speranza a realtà.

Fonti:

http:www.salute.aduc.it

http://www.idf.org

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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