05_05_2016_cellule_staminali_vaticanoIl 28 aprile di questo anno alla III Conferenza Internazionale di Medicina Rigenerativa svolta in Vaticano, Joanne Kurtzberg, responsabile Robertson Clinical and Translational Cell Therapy Program (Duke University – Usa) ha parlato del potenziale terapeutico delle cellule staminali ematopoietiche prelevate dal sangue del cordone ombelicale e del sangue placentare.

Ha soffermato la sua attenzione sul sangue prelevato dalla placenta, ad oggi poco utilizzato. Joanne Kurtzberg spiega, “contiene una grande quantità di cellule emopoietiche utilizzate nei trapianti ma anche altri tipi di cellule riparatrici di danni ai diversi tessuti. Ad oggi sono diverse decine di migliaia i trapianti, utilizzati con successo nelle leucemie, per l’anemia falciforme e altri tipi di patologie del sangue”.

La raccolta, lavorazione e impiego del sangue placentare, anche allogenico, cioè donato da altri, è regolamentata dalla Fda negli Usa, dove una volta congelato viene conservato per molti anni in apposite banche. Il suo primo utilizzo è nel trapianto di midollo per il quale non è necessaria una compatibilità completa, ma si riscontrano successi anche nei pazienti affetti da anemia falciforme. “I bambini trapiantati possono migliorare se la patologia è presa in tempo con appositi screening”. Il trapianto può inoltre “aiutare il cervello a guarire da eventuali lesioni, perché le cellule da sangue placentare danno il segnale giusto alle altre cellule per la riparazione, e in alcuni casi può evitare la chemioterapia”.

Ma c’è di più: la studiosa sta seguendo 25 bambini con una particolare forma di spettro autistico trattati con infusioni di cellule staminali ematopoietiche. Kurtzberg presenta il video di un piccolo che non parlava, non aveva contatto oculare né gestualità. “A 12 mesi dall’infusione, lo stesso piccolo parla, reagisce, ha sviluppato gestualità”.

Fonti:

www.agensir.it

https://clinicaltrials.gov