Bambina affetta da paralisi cerebrale infantile riceve trapianto di cellule staminali cordonali

2011_10_21_PARALIISSasha Brown, bambina inglese di tre anni affetta da paralisi cerebrale infantile, è stata la prima paziente che ha partecipato alla sperimentazione clinica per il trattamento della paralisi cerebrale infantile, con trapianto di cellule staminali cordonali prelevate alla sua nascita.
I genitori di Sasha, Tania e Richard Brown, alla nascita della loro bambina decisero di conservare il sangue cordonale presso una banca privata situata in Inghilterra.

Il trapianto è stato eseguito, in fase sperimentale, presso la Duke University del North Carolina dalla D.ssa Joanne Kurtzberg, Direttore della Carolina Cord Blood Bank.

Le cellule staminali cordonali sono state infuse nella caviglia della bambina con la speranza che raggiungessero, attraverso il circolo ematico, il cervello e riparassero così parte del tessuto danneggiato.

Attualmente non esistono nessuna terapia per la paralisi cerebrale, ma i genitori di Sasha sostengono che dopo il trapianto le capacità della figlia di camminare, vedere e parlare siano migliorate.

Ciò è stato confermato dalla fisioterapista della piccola Sasha, la quale dichiara che a suo parere i progressi ottenuti sono stati più veloci rispetto a quelli di altri suoi pazienti.

Tania Browne, mamma di Sasha, racconta :
“I fisioterapisti di Sasha mi dicevano, guarda che differenza, cammina decisamente molto meglio di prima e poi la mano, l’ultima volta che l’ho vista era completamente chiusa e adesso si muove meglio. Secondo noi c’è stato un generale miglioramento nelle sue capacità motorie e forse anche nella vista e nelle sue capacità cognitive. Non possiamo affermare in maniera categorica che questi progressi siano da attribuirsi all’infusione delle cellule staminali, tuttavia, sia noi che i fisioterapisti di Sasha riteniamo che il miglioramento sia avvenuto più velocemente, soprattutto se paragonato ad altri bambini nelle sue condizioni.

Sebbene l’equipe della D.ssa Kurtzberg abbia potuto constatare miglioramenti in parecchi bambini, la D.ssa Kurtzberg sta attuando la seconda fase del trial clinico per stabilire se i progressi siano effettivamente dovuti alle cellule staminali o invece a un effetto placebo. Inoltre è stato posticipato e forse non sarà più necessario l’intervento al quale Sasha doveva sottoporsi per correggere un difetto visivo.Ci sono stati miglioramenti ma è difficile attribuirli alle cellule staminali, anche se l’oculista della bambina non esclude che ciò sia possibile.

Le cellule staminali cordonali vengono impiegate sostanzialmente per patologie oncoematologiche, ma attualmente sono in corso sperimentazioni cliniche per verificare se queste potranno essere utilizzate nel campo della medicina rigenerativa.

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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