Autismo e trapianto di cellule staminali

2013_08_30_autismoI bambini affetti mostrano costantemente di avere una circolazione del sistema nervoso centrale compromessa o sotto la norma, con una conseguente ipossia.

Questa malattia non è associata di solito a ischemia o necrosi dei neuroni temporali anatomicamente evidenti, ma ad alterazioni funzionali. L’ipoperfusione cerebrale può determinare danni anche attraverso l’ accumulo anomalo di metaboliti e neurotrasmettitori.

L’aumento del flusso sanguigno, attraverso la stimolazione dell’ angiogenesi da parte delle staminali del cordone ombelicale, dovrebbe permettere l’eliminazione dei metaboliti e il restauro della normale funzionalità. la morte cellulare danneggerebbe a livello microscopico varie aree del sistema nervoso centrale nei bambini affetti da autismo.

Se così fosse, la rigenerazione cellulare potrebbe essere stimolata da parte delle cellule progenitrici, derivate dalle staminali cordonali, che si differenzierebbero in nuovi neuroni. Esse avrebbero un’ influenza positiva anche sugli astrociti, che producono fattori pro-infiammatori, sostanze neurotossiche, malfunzionamento dei neuroni, nonché alterazioni della barriera emato-encefalica. Ma, soprattutto, nell’ autismo potrebbero bloccare la loro produzione di TNF-alfa e MCP-1.

Un metodo promettente per aumentare la neo-vascolarizzazione in situazioni di carente afflusso di sangue, come anche in questa patologia, risulta la somministrazione di staminali del cordone ombelicale CD34+, con un potenziale per la produzione di fattori angiogenici e la capacità di differenziarsi in cellule endoteliali. Tutto ciò porta a rigenerazione dei neuroni, produzione di citochine e riduzione dei deficit neurologici. Ichim ha ideato anche un sistema d’ espansione, che le moltiplicherebbero di 60 volte.

Un’altro aspetto di questa malattia in cui le staminali del cordonali giocherebbero un ruolo decisivo è quello connesso con il sistema immunitario. I pazienti presentano varie anomalie ad esso riferibili sia nel sistema nervoso periferico, che in quello centrale: auto-anticorpi, deficit cognitivi, iperplasia linfoide dell’ intestino ed inibizione di citochine antinfiammatorie.

Su di esso hanno un effetto altrettanto benefico le staminali mesenchimali, che mostrano la capacità di produrre fattori inibenti immunitari, tra cui l’ interleuchina IL-10, il Tansforming Growth Factor TGF-b o la prostaglandina PGE-2 e di favorire l’ espressione dell’enzima indolamina 2,3,-diossigenasi, che catabolizza il triptofano, così come della galectina-1.

Inoltre queste cellule agirebbero attraverso una forte inibizione della maturazione delle cellule dendritiche e l’ induzione dell’ apoptosi funzionale dei linfociti allogenici.

Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in un paziente…

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