La conta dei MAF: se si muove sta bene

mafMAF è un acronimo che sintetizza la dicitura “Movimenti Attivi del Feto”, che altro non sono che tutto quell’insieme di meravigliosi calcetti, rotazioni e piccoli pugni del bimbo in utero che le donne in gravidanza riescono a percepire chiaramente dalla 18° settimana in poi.
L’ostetrica o il ginecologo (e anche questo articolo!) nel terzo trimestre ti insegneranno a sfruttare i MAF come indicatori di salute del tuo piccolo.
Dalla 28° settimana di gestazione in poi, contare i movimenti del feto nel tuo grembo è un sistema semplice e naturale per capire, con un certo margine di sicurezza, se tutto procede bene e consente di individuare in tempo situazioni potenzialmente pericolose. Ti aiuta inoltre a conoscere il ritmo sonno veglia del bimbo e ad instaurare un legame con lui già prima della nascita.

Le tecniche

I MAF dovrebbero essere almeno 10 nell’arco di 12 ore. All’inizio, può essere difficile distinguere qualche movimento intestinale dai calci del bambino. Tuttavia,  nel tempo il bambino  diventerà presto abitudinario, noterai, quindi, degli schemi tipici di movimento: sarà attivo in alcuni momenti della giornata e riposerà invece in altri orari.

 

Munisciti di un block notes e, per non farti prendere dall’ansia, inizia a contare e a registrare nell’orario in cui sai che il feto è sveglio e attivo. Annota sul quadernino in che settimana siete, che giorno è , l’ora di inizio del conteggio, arrivata a 10 movimenti, anche se sono avvenuti in meno di 12 ore (puoi indicare ognuno con un pallino o una crocetta) smetti di contare e annota l’ora di chiusura della rilevazione. Ti riporto un esempio:

 

28+1, Lunedi 15 genn

h 10.00 – h 22.30

28+2, Martedi 16 genn

h 9.30 – h 15.00 

 
Per avere un parametro di confronto, sarebbe bene iniziare il conto sempre alla stessa ora, ma non fatevene una malattia, questo deve essere un sistema per farvi stare più tranquille, non per mettervi ansia!

 

Se non si muove?

Naturalmente se per un giorno il piccolo si muove meno non è il caso di allarmarsi ma per tranquillità puoi parlarne col tuo medico. Puoi anche provare ad innescare tu il movimento, mettiti in una posizione in cui solitamente sai che si muove molto, prova a sollecitarlo delicatamente con le mani o a mangiare qualcosa di dolce. Tieni sempre presente che il bimbo ha dei momenti di quiete e di sonno nei quali non si muove e che a termine di gravidanza per mancanza di spazio e diminuzione del liquido amniotico, tende a muoversi di meno.

Se hai individuato uno schema di movimenti ripetitivo ma questo cambia nettamente o cessa, segnala la cosa al tuo medico.

Negli USA, in Inghilterra, in Francia e negli altri paesi in cui questo metodo è già adottato da tempo, ha permesso interventi medici tempestivi. Oltre ad essere efficace, questo sistema di controllo ha altri vantaggi: è semplice, innocuo, viene applicato direttamente dalla futura mamma  ed è molto utile anche a tutte quelle donne dalla gravidanza tranquilla che però non riescono a fare a meno di essere un pò più ansiose.

Consiglio da ostetrica.

aA giorno d’oggi esistono mezzi più tecnologici per valutare il benessere fetale come i rilevatori del battito, ma sconsiglio di comprarli.

Non sempre per le future mamme è facile posizionare la sonda nel modo giusto (spesso è difficile anche per l’ostetrica) e se per caso non riuscissi a percepire il battito per semplice inesperienza o mal conoscenza dell’anatomia propria e del feto, potresti allarmarti. Spesso i rilevatori non sono efficienti, nel caso delle prime settimane di gravidanza, o a causa di una pancia con un pannicolo adiposo troppo spesso o di incredibili posizioni in cui solo i feti più dispettosi sanno mettersi! Perciò mi raccomando, utilizzate la conta dei MAF, risparmiate i soldi dei costosi rilevatori per comprare cose belle e riservate l’auscultazione del cuoricino agli incontri con l’ostetrica o il ginecologo, non sentirlo tutti i giorni lo rende ancora più speciale!

 

Dott.ssa Viola Saltalamacchia

(ostetrica)

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