Patologie curabili

Il primo trapianto di cellule staminali del sangue cordonale è stato effettuato nel 1988 in Francia in un bambino affetto da Anemia di Fanconi. In oltre vent’anni sono stati effettuati con successo più di 30.000 trapianti (sia allogenici sia autologhi) di cellule staminali del cordone ombelicale affermando l’efficacia di queste cellule.

Grazie al notevole progresso che in questi anni la comunità scientifica ha ottenuto nella ricerca, il numero di patologie curabili attraverso il trapianto delle cellule staminali ematopoietiche si è amplificato notevolmente.

I trapianti possono essere principalmente di due tipi:

  • il trapianto eterologo, dove il donatore (familiare o non familiare) e il ricevente, nel nostro caso di cellule staminali del sangue cordonale, sono due persone differenti;
  • il trapianto autologo, quando dallo stesso individuo vengono prelevate e successivamente trapiantate, nel nostro caso, le cellule staminali del sangue cordonale.

Attualmente sono più di ottanta le patologie curabili con le cellule staminali del sangue cordonale. L’elenco di tali malattie è presente nel nel DM del 18 novembre del 2009 al quale sono state aggiunte altre malattie consultabili nel DM 22 aprile 2014. Consulta l’elenco della Gazzetta Ufficiale del 2009 e l’aggiornamento del 2014

Le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale, inoltre, sono utilizzate anche in diversi studi clinici per varie patologie sia in maniera autologa che eterologa e che spesso non coinvolgono malattie presenti in quelle descritte dai decreti ministeriali, per le quali rappresentano una vera e propria speranza di cura ad oggi esistente. Per quanto riguarda l’utilizzo di cellule staminali autologhe del cordone ombelicale in studi clinici per patologie che esulano le 80 descritte sopra, alcuni esempi:

Le cellule staminali del sangue cordonale, inoltre, sono coinvolte nella sperimentazione animale per sviluppare nuove cure per patologie:

  • Neurodegenerative: lo studio è in fase pre-clinica (su specie murina) e ha ottenuto risultati che incoraggiano la ricerca nel proseguire ulteriormente gli studi per verificare le effettive potenzialità del sangue cordonale umano nel trattamento o nella prevenzione dell’Alzheimer
  • Autoimmuni: lo studio evidenzia che esistono buone basi da cui partire per valutare se i risultati in vitro e in vivo su specie animali sono confermabili come strategia terapeutica nei confronti dell’artrite reumatoide.

Le cellule staminali non sono la cura a tutti i mali, ma rappresentano una grande speranza che permetterà in futuro, grazie all’impegno della Comunità Scientifica che lavora assiduamente in tutto il mondo, di migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie croniche e aumentare l’aspettativa media di vita della popolazione mondiale.

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